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Bilancio di fine stagione – I nuotatori dell’Anno 2014

Ledecky e Hagino i migliori, Paltrinieri fra i Top 5

La classifica di Swimming World riflette l’opinione degli esperti internazionali.

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Europei nuoto: Paltrinieri medaglia d'oro 1500 sl, Detti medaglia di bronzo

L’1 dicembre, a Doha, durante una serata di gala, la FINA, per la prima volta nella sua storia, ha proclamato i migliori atleti dell’anno nelle varie discipline. Un nome secco, corrispondente al miglior atleta di ciascuna disciplina secondo la FINA. Per il nuoto sono stati premiati Katinka Hosszu e Chad Le Clos (foto in basso, di Giorgio Scala/Deepbluemedia.eu - Inside-com).

La designazione sembra essere avvenuta in seguito ai voti espressi dai membri della FINA. Avrebbero avuto diritto a esprimere il loro voto – ma non è detto che tutti l’abbiano fatto – le oltre 200 federazioni nazionali affiliate alla FINA, i membri del Bureau della FINA, e i componenti di tutti i Comitati FINA, tecnici e non, e delle varie Commissioni: complessivamente alcune centinaia di soggetti potenzialmente votanti; una specie di giuria popolare, anche se non universale.

Subito la designazione era apparsa controversa e aveva suscitato critiche. Tre settimane dopo la rivista americana Swimming World, che proclama i migliori nuotatori dell’anno da 50 anni (dal 1964), ha reso note le classifiche elaborate in seguito ai voti espressi da una giuria di esperti internazionali (cui ci onoriamo di appartenere). Gli esperti, poche decine, hanno scelto come numeri uno mondiali dell’anno 2014 Katie Ledecky (foto sotto) e Kosuke Hagino (scelta anche nostra).

KATIE LEDECKY USA

Fuor di dubbio che la nuotatrice ungherese (la Hosszu) e il nuotatore sudafricano (Le Clos) siano fior di campioni. Tuttavia, nel 2014, la loro supremazia si è manifestata soprattutto in vasca corta: incontenibile durante la Coppa del Mondo, netta e perentoria ai Mondiali di Doha, a suon di medaglie e di record del mondo. Ci sarebbe da chiedersi perché la FINA abbia voluto proclamare i migliori del 2014 all’anti vigilia dei Mondiali in corta, poiché la scelta è caduta proprio sui migliori in quel tipo di competizioni.

Altrettanto fuor di dubbio, comunque, che se si da maggior peso ai risultati conseguiti in vasca lunga, da 50 metri, come è doveroso, i migliori dell’anno risultano proprio la 17enne nuotatrice americana (Ledecky) e il 20enne giapponese (Hagino).

Già nel 2013 Swimming World aveva proclamato la Ledecky miglior nuotatrice dell’anno, grazie ai record mondiali realizzati negli 800 e nei 1500 metri stile libero – 8:13.86 e 15:36.53 – e alle medaglie vinte ai Mondiali in vasca lunga, a Barcellona.

Nel 2014 quei record, già strepitosi, sono stati ulteriormente migliorati dalla Ledecky che, in giugno, nel corso di un meeting a Shenandoah, Texas, li ha abbassati a 8:11.00 e 15:34.23. Due mesi dopo, ai Campionati nazionali, la fenomenale teenager ha realizzato anche il record mondiale dei 400 metri stile libero, in 3:58.85 (detronizzando Federica Pellegrini che l’aveva stabilito con costume gommato ai Mondiali di Roma 2009, con 3:59.15). Poco dopo, ai Giochi Pan Pacifici, in Australia, la Ledecky ha nuovamente ritoccato i  limiti dei 400 e dei 1500 metri, portandoli rispettivamente a 3:58.37 e 15:28.36! Dunque, cinque record mondiali in vasca in lunga nel 2014, oltre agli ori dei Pan Pacifici (che valgono perlomeno gli ori degli Europei).

Lo straordinario tris della Ledecky ha cinque precedenti, realizzati da cinque grandissime nuotatrici: Ilsa Konrad (1969), Debbie Meyer (1967), Shane Gould (1971), Tracey Wickham (1978) e Janet Evans (1987); tre australiane e due americane. Tutte, come la Ledecky, hanno detenuto contemporaneamente i tre record mondiali di vasca lunga nelle gare di mezzofondo in piscina.

Ma la Ledecky ha fornito una prestazione esaltante anche nei 200 stile libero, la seconda dell’anno: 1:55.16, dietro alla svedese Sarah Sjostrom, 1:55.04 (che, incredibilmente, ha rinunciato a disputare questa gara agli Europei di Berlino lasciando via libera al successo di Federica Pellegrini) e davanti all’olandese Femke Heemskerk (1:55.35). Successivamente la Sjostrom ha riaffermato la sua supremazia in questa gara anche in vasca corta, vincendo la medaglia d’oro a Doha con il nuovo record del mondo (1:50.78), tolto alla Pellegrini (1:51.17, con costume gommato, realizzato a Istanbul il 13 dicembre del 2009).

Completano il gruppo delle cinque nuotatrici più votate, nell’ordine, Katinka Hosszu, Sara Sjostrom, l’australiana Cate Campbell - recentemente premiata dalla sua federazione, Swimming Australia, come miglior nuotatrice australiana dell’anno (nella foto sotto al centro, accanto alla sorella Bronte e alle altre protagoniste della staffetta 4x100 stile libero, autrice del primato del mondo) – e la spagnola Mireia Belmonte, pure lei, come la Hosszu, grande protagonista dell’intera stagione sia in vasca lunga che corta (soprattutto).

AX100SL AUS RM_Al centro Bronte e Cate Campbell

Miglior nuotatore dell’anno è stato designato Kosuke Hagino (foto sotto, di deepbluemedia.eu/Inside.com)), il primo giapponese ad essere gratificato con tale onore in mezzo secolo. Con la sua versatilità, che gli consente di vincere gare in stili diversi, Hagino ha dimostrato di aspirare ad essere la versione giapponese di Michael Phelps. Ai Campionati Pan-Pacifici egli ha vinto 5 medaglie: oro nei 200 e 400 misti; argento nei 200 e 400 stile libero, nonché nella staffetta 4x200 stile libero. Un mese dopo, ai Giochi Asiatici, ha fatto ancora meglio, vincendo 7 medaglie: oro nei 200sl, 200 e 400 misti e staffetta 4x200sl; argento nei 400 sl e bronzo nei 100 e 200 dorso. Grazie a queste sue performance Hagino è stato eletto miglior atleta di tutti i Giochi Asiatici, una manifestazione multi sportiva che non va confusa con i Campionati Asiatici di nuoto. Prima di lui, nel 2002, c’era riuscito un altro Kosuke, il formidabile ranista Kitajima. A fine stagione il “piccolo” Hagino (175cm, 70kg), allenato da Norimasa Hirai, capeggia le graduatorie mondiale dei 200 e 400 misti (con 1:55.33, record asiatico, e 4:07.75), eventi da lui dominati tanto da avere realizzato le prime 5 migliori prestazioni dell’anno sui 200 metri e le prime tre sui 400 metri. Il figlio del Sol Levante è cresciuto al punto di detenere nei ranking mondiali stagionali altre posizioni di eccellenza: 2° nei 200 stile libero (1:45.23, record nazionale) e 200 dorso (1:54.23); 4° nei 100 dorso (52.78, record nazionale); 5° nei 400 stile libero (3:43.90, record nazionale). Gli altri “Top 5” sono: 2° Adam Peaty (GBR), 3° Ryosuke Irie (JPN), Gregorio Paltrinieri, 5° Florent Manaudou (FRA).

12th FINA World Swimming Championships (25m)

Inorgoglisce il quarto posto di Paltrinieri (nella foto di copertina, di Gianmattia D'Alberto/Lapresse). Le sue prestazioni - agli Europei di Berlino in vasca lunga e ai Mondiali di Doha in vasca corta – hanno lasciato il segno e impressionato gli esperti internazionali che ora lo consideno fra i grandi del nuoto mondiale di oggi, addirittura davanti a Manaudou. A proposito del quale in Francia c’è chi mette in dubbio la sua genuinità (vedasi la vignetta qui sotto). In verità lui ha già ammesso di assumere regolarmente creatina, una sostanza che non compare nella lista delle sostanze dopanti ma che secondo alcuni avrebbe effetti anabolici.

VIGNETTA FLORENT MANAUDOU

Secondo altri la supplementazione con creatina ritarda l'affaticamento, migliora la capacità di recupero e aumenta la forza della contrazione muscolare durante brevi momenti di esercizio fisico volontario massimale; la concomitante ingestione di glucosio, taurina ed elettroliti nel corso dell'allenamento promuoverebbe grandi incrementi di volume degli arti superiori e un miglioramento della prestazione nello sprint.

HOSSZU LE CLOS_12th FINA World Swimming Championships (25m)

 

 

 

 

 

 

 

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