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GIORGIO MINISINI: migliore atleta al mondo nel 2018 nel nuoto artistico

La FINA lo ha premiato a Hangzhou durante il Gala delle Stelle..

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GIORGIO MINISINI A HANGZHOU

Figlio dell'ex nuotatrice sincronizzata Susanna De Angelis e di Roberto, giudice internazionale di nuoto sincronizzato, ora nuoto artistico, Giorgio Minisini ha iniziato a praticare il nuoto sincronizzato dall'età di 6 anni. Nel 2009 ha fatto il suo debutto nei campionati italiani di categoria e nel 2015 ha esordito ai Campionati del Mondo di Kazan vincendo due medaglie, due bronzi, nel duo misto, evento introdotto nel programma dei Mondiali proprio in quell’anno.

Dunque, a 19 anni, Giorgio, che è nato il 9 marzo 1996, è salito sul podio mondiale nel duo misto tecnico con Manila Flamini e nel duo misto libero con Mariangela Perrupato. E’ stato quello l’inizio di una collezione di medaglie internazionali che Giorgio non ha intenzione di concludere tanto presto.

Ai successivi Mondiali del 2017, a Budapest, Giorgio Minisini ha vinto la medaglia d'oro nel duo misto tecnico, sempre in coppia con Manila Flamini, e la medaglia d’argento nel duo misto libero con la partner Mariangela Perrupato.

Nelle ultime due edizioni dei Campionati Europei, entrambe svoltesi nel Regno Unito – a Londra nel 2016 e a Glasgow nel 2018 – Minisini si è messo al collo quattro medaglie, tutte d’argento. Il suo crescendo di successi è stato accompagnato da un analogo crescendo di popolarità, riscontrato nei numerosi articoli e interviste che gli hanno dedicato numerose testate giornalistiche, non solo sportive, e nelle apparizioni televisive.

Il 21 dicembre 2017 ha ricevuto il Premio CILD per le libertà civili, attribuito a lui e a  Manila Flamini per il tema interpretato a Budapest 2017 nella performance vincente  del duo tecnico misto: "A scream from Lampedusa", ispirato alla tragedia dei migranti. Il premio CILD è rivolto a chi nel corso dell'anno si è distinto per la promozione dei diritti umani in Italia.

Da queste brevi note introduttive si comprende come Giorgio Minisini fosse, a modo suo, un predestinato al successo in una disciplina prettamente femminile che però, forse paradossalmente, ha conquistato maggiore popolarità presso i media e il pubblico mondiale proprio da quando la FINA ha introdotto nel programma dei Campionati del mondo le gare miste ma che è ancora in attesa di consacrazione olimpica.

 

Sotto - Due immagini di Giorgio Minisini ai Mondiali di Buidapest 2017. Nella prima foto è con Manila Flaminie e il presidente della FIN Paolo Barelli; nella seconda foto è con Maraingela Perrupato

XVII FINA World Championships Aquatics Budapest

XVII FINA World Championships Aquatics Budapest

 

Con l’ intervista che segue cerchiamo di conoscere meglio Giorgio Minisini, giudicato dalla FINA il migliore atleta maschile di nuoto artistico dell’anno 2018 e premiato al Gala delle Stelle, tenutosi a Hangzhou il 15 dicembre 2018 (in copertina).

I tuoi genitori hanno ricoperto, e ricoprono, ruoli significativi nel nuoto sincronizzato/artistico e tu sei nato il nove marzo, sotto il segno dei pesci. Sembri davvero un predestinato, ti senti così, anche se, ho letto, la scelta di dedicarti al NA è stata tutta tua?

Guardando a posteriori è facile pensare che io sia un predestinato, ma non penso sia così. Di figli di allenatori o giudici di NA ce ne sono a bizzeffe! Da questo punto di vista avere  in famiglia due nomi così importanti in questo mondo è stata una fortuna, mi ha reso più facile l'approccio e lo sfondamento delle prime barriere, ma non penso abbia deciso in anticipo la mia vita!

Il nuoto artistico (NA) è uno sport complicato. Per avere successo occorrono molte qualità - atletiche, tecniche, espressive, interpretative, artistiche e musicali – e allenamenti durissimi. Confermi?

Ho praticato tanti sport e attività diverse: 10 anni di taekwondo, svariati anni di pallanuoto, tantissimi diversi tipi di preparazioni atletiche e quotidianamente programmi di nuoto per condizionare durante la prima parte dell'anno. Per quanto pesanti e faticose, nessuna di queste cose può essere paragonato al livello di impegno che richiede il NA! In primis a livello fisico, un doppio o una squadra intera ti tolgono completamente tutto quel che hai in corpo, e a volte ti ritrovi a dover ripetere l'esercizio più e più volte… e se non bastasse, devi essere in grado di non mostrare quella fatica, di rimanere sincronizzati e precisi, di seguire la musica e coinvolgere il pubblico. Le esperienze più faticose, ma soddisfacenti, della mia vita le ho avute tutte nel NA!

Quali caratteristiche fisiche e interpretative ti differenziano dalle ragazze?

La struttura fisica dev'essere diversa: più muscolosa ma senza perdere l'estensione degli arti o del busto. A livello interpretativo di doppi femminili ce ne sono già migliaia, il NA ha bisogno di interpreti che mostrino la differenza tra uomini e donne, quindi mostrare qual è il ruolo maschile partendo da una presentazione più sobria e sportiva, ma comunque di forte impatto artistico, arrivando alla gestione del ruolo durante la costruzione dell'esercizio.

Come e quanto ti alleni? Quanto in acqua, quanto in palestra, quanto teoria, quanto studio dei video delle tue gare e di quelli degli atleti/e più bravi nel mondo?

Nei periodi più tranquilli ci alleniamo 8 ore al giorno, di cui almeno 2 ore di lavoro in palestra e 2 ore di nuoto. A questo aggiungiamo lavori specifici, tecnica e costruzione dell'esercizio. Sotto gara arriviamo facilmente a 10 ore mettendo da parte il nuoto e aumentando i lavori sul doppio sia condizionali che di cura dei movimenti. Degli altri ci preoccupiamo poco, sappiamo, e abbiamo già dimostrato, che lavorando su di noi puntando al massimo miglioramento possiamo fare cose che nessuno al momento può emulare.

Da chi è composto lo staff che ti segue, e con quali funzioni?

La principale allenatrice è Rossella Pibiri. Lei segue il doppio giorno dopo giorno sotto tutti i punti di vista. E ormai sono 7 anni che segue me anche al di fuori della nazionale. Le coreografie sono curate da Anastasia Ermakova che le monta sulle musiche di Michele Braga. Siamo aiutati anche dal tecnico della squadra Roberta Farinelli, oltre che da due preparatori atletici, un nutrizionista, un fisioterapista. Tutto coordinato dal CT Patrizia Giallombardo.

Quali sono gli allenamenti che preferisci? E le figure da eseguire in gara?

Amo gli allenamenti in cui creiamo gli esercizi. Sono un continuo susseguirsi di idee che nascono mutano e si inseguono! Sicuramente in gara preferisco eseguire il doppio tecnico. Gli elementi sono la nostra forza, sono un dato oggettivo da prendere come riferimento e con i quali puoi dividere mentalmente l'esercizio.

I tuoi gusti musicali (musiche per i tuoi esercizi, musiche per ascolto personale, eccetera)? Suoni qualche strumento?

Ho amato tutte le musiche dei doppi che abbiamo portato da Kazan ad ora, anche se penso che quelle suonate da Michele abbiano sempre un qualcosa in più! È veramente un genio! Per gusto personale amo i classici italiani, in particolare Vecchioni, Guccini e De André. Ascolto molto anche gli Aerosmith. Strumenti non ne suono, ma mi piacerebbe imparare una volta conclusa la carriera da nuotatore!

Che cosa ti riesce meglio?

Ciò in cui riesco a vedere un obiettivo. Che sia studio, allenamento, competizione o qualsivoglia altra cosa, se ho un obiettivo chiaro da raggiungere riesco a dare più di quello che crederei di avere! Inoltre sono sempre stato “garista”, le prestazioni migliori le ho proprio durante le competizioni.

Cosa pensi delle giurie?

Hanno probabilmente il compito più difficile! Non è facile cercare di far classifica soprattutto sapendo dell'importanza del compito a cui sono chiamati. Ho avuto qualche piccola esperienza da giudice per garette sociali. Ricordo in seguito di aver fatto i complimenti a mio padre per la difficoltà del compito e per riuscire a giudicare ai suoi livelli!

Cosa pensi del pubblico?

È essenziale per la gara. Il tifo ti gasa, ti fa sentire più forte nei momenti di più grande dolore ed avere tutto uno stadio che fa il tifo per te ti fa sentire in grado di poter affrontare qualsiasi impresa!

Pensi che ci sia qualcosa da migliorare nelle regole del sincro/nuoto artistico oppure va tutto bene così.

Probabilmente ci sarebbe bisogno di una codifica sempre più precisa di Bonus e Malus per errori o virtù negli esercizi. Ma vedo che stiamo andando nella direzione giusta. Credo sia auspicabile l'aumento delle presenze maschili. In Italia il sincro ha avuto un boom da quando i doppi misti si sono esibiti a Kazan. Credo che sia ora di pensare a una ancor più ampia partecipazione!

Fra le atlete o gli atleti che hai ammirato chi ti ha ispirato di più?

Mio fratello è stato il mio primo esempio! Dopo lui credo che Bill May debba essere studiato da qualsiasi ragazzo voglia iniziare questo sport. Lui ha fatto la storia e tracciato la strada. Gareggiare con lui è sempre speciale.

Qual è l’atleta internazionale – maschio o femmina – che ammiri di più adesso, e perché?

Seguo le sorelle Alexandri da quando ci gareggiai contro nel 2011 in una gara in Grecia e rimangono sempre uno dei miei singoli e una delle mie coppie preferite. Hanno uno stile unico e una rapidità di esecuzione incredibile! Subbotina ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare il nuovo riferimento in questo mondo. Ma ovviamente ho un debole per le componenti della squadra italiana! Vedo un futuro straordinario con loro e riescono a stupirmi ogni volta che si mostrano in gara o semplicemente in allenamento!

Come si è formata la tua partnership con Manila Flamini e con Mariangela Perrupato? In un prossimo futuro chi potrebbe sostituirle al tuo fianco?

La scelta è stata fatta da sei tecnici federali in seguito a delle prove con varie candidate. Per il futuro ovviamente non ci troverete impreparati! Le scelte possibili sono tante e vogliamo assicurarci di far nascere il miglior progetto possibile.

Russia, Ucraina e Giappone continueranno ad essere fuori portata?

Lo sport è fatto di alti e bassi. Sicuramente hanno tanto vantaggio ma la competizione aumenta e nessuno può sentirsi sereno tanto da smettere di correre!

Esistono delle caratteristiche tipiche della “scuola italiana” di NA? Quali sono le differenze maggiori fra la squadra italiana e quelle che vanno per la maggiore?

Lo studio che facciamo sugli esercizi è minuzioso e completo da tutti i punti di vista. Un nostro punto di forza è la varietà e dello staff che ci assicura di correggere ogni tipo di imprecisione. Secondo me differenze non ce ne sono più molte, tant'è che la squadra è in crescita esponenziale.

Il NA totalizza tutte le tue energie oppure ti dedichi anche ad altro: studi, hobby (quali?), impegni nel sociale, nella politica…?

Dall'anno scorso ho avuto l'opportunità di collaborare con il Progetto Filippide. Si tratta di un associazione che si occupa di garantire e promuovere attività sportive per ragazzi autistici o con sindrome di down. Ho lavorato insieme a una ragazza del gruppo, Arianna Sacripante, e con lei abbiamo rotto ogni barriera dimostrando cosa realmente può fare una ragazza con sindrome di down! Siamo andati a Kyoto a un evento per promuovere il nuoto sincronizzato paralimpico ed è stata una delle esperienze più belle ed emozionanti della mia vita!

A quali sport di terra può essere paragonato il NA?

 

Forse a sport artistici come pattinaggio o danza sportiva, ma in realtà il NA ha caratteristiche totalmente uniche e speciali ed è impossibile da confrontare con qualcos'altro.

Credi che dalla pratica di questo sport, una volta smesso con l’agonismo, possa nascere per te una professione (esempio: Cirque di Soleil)?

Mi piacerebbe molto rimanere nell’ambito sportivo, ma per ora mi dedico a questo con tutto me stesso.

Pensi che in Italia il NA sia considerato in maniera adeguata e dignitosa? Meglio o peggio rispetto ad altri paesi?

In Italia come dicevo il NA ha avuto un boom da Kazan in poi, ma sicuramente non ha ancora il seguito e il riconoscimento garantiti ad esempio a nuoto e calcio. C'è ancora tanto da lavorare.

Che rapporto hai con gli atleti delle altre discipline (nuoto, pallanuoto, tuffi)?

L’Italia Team è una squadra molto unita, ci supportiamo a vicenda ed è sempre un piacere incontrare qualcuno in campo gara e fuori.

Ragazzo in un mondo di ragazze, ti sei mai sentito in imbarazzo?

Molti hanno provato a farmici sentire. Gli insulti e le accuse di fare “uno sport sbagliato” sono stati tanti. Non è facile superare certe situazioni e a volte sì: senti davvero di aver sbagliato. Ma se in testa hai un obiettivo che riesci a vedere davanti ai tuoi occhi, se fai ciò che ami, se sei felice, allora nessuno ha il diritto di rubarti tutto questo con qualche epiteto idiota.

Immagino che facciate gruppo anche fuori dall’acqua; riesci a inserirti nelle conversazioni delle ragazze?

Certamente! All'inizio in realtà è più difficile per una ragazza abituarsi ad avere un ragazzo in squadra che non il contrario. Io sono cresciuto dentro a squadre di ragazze e non ho mai vissuto di questi problemi!

Il NA nasce come sport femminile e a tutt’oggi sono davvero pochi i maschi che lo praticano. Qual è il tuo pensiero in merito?

In realtà di maschi che praticano NA ne stanno nascendo a iosa. Di ragazzi giovani ce ne sono tantissimi in tutto il mondo, ma anche nelle fasce d'età adulte molti si stanno buttando ora che finalmente è una disciplina riconosciuta! L'apertura della FINA ai campionati mondiali è stata la scelta decisiva, ha dato il via a tutto e credo che manchi solo uno step per rendere finalmente il NA uno sport davvero completo: l’inserimento dei doppi misti ai giochi Olimpici, per i quali stiamo lavorando tutti insieme con entusiasmo!

Sei mai stato attratto da altri sport, sia come praticante sia come spettatore?

Amo tantissimo gli sport acquatici. Mi sarebbe piaciuto praticare tuffi e stimo tantissimo i ragazzi dei tuffi dalle grandi altezze! Sono dei folli ed è una figata! Partite di pallanuoto ne seguo volentieri e anche gare di nuoto. Sarei curiosissimo di provare una gara di fondo, magari la 5km senza esagerare, ma magari questo più in là avrò modo di farlo!

In acqua sincronizzi certamente bene ma fuori talvolta ti tocca, o ti piace, nuotare contro. Ad esempio si sa che non tutti i maschi che praticano il nuoto artistico sono etero mentre tu sei inequivocabilmente fidanzato con una bella ragazza…

Penso che questa sia una questione anche troppo ingigantita. Se un nuotatore vince la medaglia d'oro nei 100 metri stile libero non ci si chiede per prima cosa se sia etero o no, anzi non interessa proprio a nessuno! Non vedo perché nel NA ci debba essere questa questione. Ognuno vive la propria sessualità praticando lo sport che più gli piace.

Che cosa significa per te essere premiato come Atleta dell’Anno nel NA? 

Tanto. Tantissimo. L'impegno che abbiamo messo per partecipare alle World Series l'anno scorso è stato tantissimo. Ricevere questo premio mi rende orgoglioso di quei sacrifici e mi ricorda tante belle esperienze che ho vissuto grazie a questo format made in FINA. Senz'altro tornerò a casa con ancora più grinta e l'obiettivo che ho davanti agli occhi si fa sempre più chiaro e definito. Darò tutto quel che mi è concesso per raggiungerlo!

Nel suo percorso storico il tuo sport ha avuto nomi diversi: dall’iniziale Balletto Acquatico (non competitivo) si è passati negli anni settanta al Nuoto Sincronizzato per approdare nel 2017 al Nuoto Artistico.  Secondo te qual’ è la denominazione più giusta: una di queste tre oppure un’altra?

Nuoto Artistico secondo me è la più giusta, e al passo coi tempi. Questo sport si è evoluto più di qualsiasi altro negli ultimi anni e questo cambio di nome ne è il segno. Anche perché alcuni miei amici quando dicevo che praticavo “nuoto sincronizzato” credevano che io nuotassi bracciata dopo bracciata nella stessa corsia dei miei compagni!

Secondo te il duo mixed dovrebbe fare parte del programma olimpico?

Il sogno di ogni sportivo è partecipare alle Olimpiadi. Stiamo lavorando tutti insieme per raggiungere questo obiettivo, al programma olimpico del NA l'inserimento del Mixed non può fare che bene! I doppi misti hanno tanto da dire e da dimostrare, e ci sono migliaia di persone che verrebbero coinvolte dal vedere questo sport nelle manifestazioni a cinque cerchi.

Quanti anni di carriera ritieni di avere ancora davanti?

Non ho mai pensato ad una data di scadenza della mia carriera. Finché sarò competitivo e avrò fame e voglia di arrivare non mi farò fermare da nessuno! Adesso che il gioco si fa interessante voglio più che mai farne parte e vivere l'onore di portare la bandiera italiana in giro per il mondo!

 

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