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Un grande allenatore nel mirino

Bob Bowman, da Phelps ad Agnel

Il tecnico del North Baltimore Swim Club e della Nazionale USA maschile per i Mondiali di Barcellona è la pietra angolare tra Michael Phelps, che ha smentito il suo ritorno, e Yannick Agnel, che considera il tecnico USA un mito, e che con lui vuole andare ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2016.

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Bob Bowman e Michael Phelps. Da settembre il tecnico USA allenerà il francese Yannick Agnel. Foto di Giorgio Scala

 

Un paio di giorni fa Yannick Agnel ha annunciato di volersi trasferire negli Stati Uniti per allenarsi con Bob Bowman, l’ex coach di Michael Phelps e attuale allenatore di Allison Schmitt al North Baltimore Swim Club, e preparare con lui le Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. Le ragioni addotte: coniugare il nuoto con lo studio, passare meno tempo in acqua (meno quantità più qualità), l’intesa venuta con il suo coach di Nizza, Fabrice Pellerin. A causa di questa decisione il campione olimpico dei 200 metri stile libero non sarà in grado di allenarsi adeguatamente in vista dei prossimi Mondiali dove, d’accordo con il CT della Nazionale francese, Lionel Horter, disputerà soltanto le staffette ma niente gare individuali.

Agnel si trasferirà negli Stati Uniti agli inizi di settembre.

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Yannick Agnel (FRA), campione olimpico dei 200 stile libero a Londra 2012. Foto di Giorgio Scala


Con la consueta calma Fabrice Pellerin ha affermato che la decisione di Agnel “non è gradevole ma non è nemmeno la fine del mondo”. “Dal punto di vista sportivo – ha aggiunto Pellerin – Agnel è criticabile. Di certo non sarà campione del mondo dei 200 stile libero questa estate. Altri, Laure Manaudou per esempi, hanno fatto la sua stessa scelta ma negli Stati Uniti non hanno combinato gran che”.

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Fabrice Pellerin con Camille Muffat e Yannick Agnel durante una conferenza stampa. Foto di Camillo Cametti

 

Intanto, Bowman - “tutti lo vogliono e tutti lo cercano”- è stato designato capo allenatori della squadra nazionale americana maschile per Barcellona, ha accettato di essere consulente sia per le Olimpiadi di Rio del 2016 che per la candidatura di Istanbul per le Olimpiadi del 2020 e continua come capo allenatori al North Baltimore Swim Club dove, dopo il ritiro di Phelps, ha in Allison Schmitt e in Chase Kalisz, nuovo talento dei misti, gli allievi di maggior caratura.

 

C’è chi giura che a breve Bowman avrà nuovamente alla sua corte Michael Phelps. Lo dice soprattutto Peter Busch, commentatore della NBC e figlio di Frank Busch, direttore tecnico del nuoto USA. Pete Busch afferma di avere avuto la notizia da una fonte sicura.

 

La smentita di Michael Phelps, seccato, non si è fatta attendere. In un tweet ha scritto: “Perché continuo a ricevere testi di gente che crede di sapere che io ritorni al nuoto agonistico? Ci sono troppe persone in giro che credono di avere in mano questa storia”. In realtà Phelps ritiratosi all’età di 27 anni con 22 medaglie olimpiche, di cui 18 d’oro, ha affermato più volte, e categoricamente, di avere chiuso con il nuoto agonistico.

 

Del resto, per quale motivo colui che a Londra 2012 è stato osannato come il nuotatore più grande di tutti i tempi dovrebbe mettere a repentaglio la sua gloria imperitura rischiando inutili sconfitte?

Peter Carlsile, l’agente di Phelps, ha ammesso che Phelps tuttora va in piscina a nuotare ma soltanto per tenersi in forma, anche se di tanto in tanto nuota con il suo ex allenatore Bowman.

 

Anche Ryan Lochte ha detto la sua sulla vicenda, dichiarandosi il suo scetticismo sul fatto che Phelps mantenga fede alla sua decisione di ritirarsi definitivamente.

 

Ma Phelps, le cui maggiori attenzioni oggi sono per il golf - e, come spettatore , per il football (è tifoso dei Baltimore Ravens, i Corvi di Baltimora), ha insistito che scegliere di uscire di scena dopo aver vinto sei medaglie olimpiche, quattro d’oro e due d’argento, è stata una decisione giusta. “Volevo uscire di scena proprio in quel modo”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Sono sicuro che potrei tornare alle olimpiadi fra tre anni, ma perché? Non c’è nessun motivo per il quale io possa rientrare e ai molti che mi dicono <tu tornerai> io rispondo <no, non lo farò>. Ho fatto tutto quello che volevo fare nel mio sport. Non sono molti quelli che possono dire altrettanto”.

 

 

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