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Pallanuoto

16esimi Campionati Mondiali di nuoto a Kazan (Russia) – Pallanuoto femminile – Finali

Il Setterosa doma i rigori e l’Australia. Le azzurre vincono il bronzo mondiale!

Finalmente il Setterosa torna sul podio mondiale. Le ragazze allenate da Fabio Conti si prendono il bronzo ai Campionati iridati di Kazan e rompono un tabù aperto 12 anni fa con l’ultima medaglia d’argento a Barcellona 2003. Dopo il k.o. dai 5 metri in semifinale con l’Olanda, stavolta i tiri di rigore sorridono alle azzurre: 12-10 il punteggio “di bronzo” dopo il 7-7 dei tempi regolamentari nella “finalina” con l’Australia. Il titolo va agli Stati Uniti (5-4 all'Olanda).

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La gioia del Setterosa esplode in vasca: è meddaglia di bronzo mondiale

Una gioia da podio, una gioia speciale, che mancava da troppo tempo alla Nazionale femminile di pallanuoto. Dodici anni. Dal podio di Barcellona 2003 quando furono seconde le ragazze di quel Setterosa. Poi, con Fabio Conti in panchina, arrivò il quarto posto di Shanghai 2011. Fino a Kazan 2015, storia odierna vissuta alla Waterpolo Arena della capitale del Tatarstan. I’Italia è di bronzo, dietro agli Stati Uniti che hanno sconfitto 5-4 l'Olanda nella finalissima per l'oro.

Ma il terzo posto è un risultato meritato ampiamente per una squadra imbattuta – escludendo i rigori - lungo il corso di tutto il torneo, che si è arresa solo dopo una maledetta semifinale persa ai tiri di rigore. Dopo due giorni, i rigori sorridono all’Italia: 12-10 dopo il 7-7 nei primi 24 minuti di gioco. Stavolta, dopo una partenza a handicap (-2) le azzurre recuperano salvo poi farsi raggiungere nell’ultimo quarto. Poi le non sbagliano dai 5 metri. Basta una parata di Laura Teani per far scattare la festa italiana.

Non era facile dopo la cocente delusione in semifinale con i rigori fatali ancora una volta subiti dalla bestia nera Olanda, il riscatto era da cercare contro le vicecampionesse mondiali del 2013 e bronzo olimpico nel 2012: l’Australia. La squadra di Gregory McFadden, esperta, fisica e tecnicamente dotata, in buona condizione dopo la seconda posizione nella World League 2015 era un osso duro.

Si parte subito col brivido, con Garibotti e Di Mario pasticciano, ma Nicola Zagame sbatte contro un prodigioso intervento di Giulia Gorlero. Sono troppi gli errori di distrazione nei primissimi minuti. Che sfociano col gol del centroboa Rowie Webster – vinto il duello con Emmolo - per l’1-0 australiano. A 3’ è 0-2 con il tiro potente di Ash Southern che va a bersaglio con la superiorità numerica. Roberta Bianconi la sblocca per l’Italia. La giocatrice dell’Olympiakos scarica potenza e rabbia alle spalle di Lea Yanitsas per il 2-1 realizzato in superiorità numerica. Ai -1’37’’ arriva il 2-2 targato Arianna Garibotti, bravissima a sfruttare la difesa avversaria imperfetta con l'uomo in più. Poi tocca a Rosaria Aiello, entrata in vasca a match in corso, che domina i quattro metri e il duello con Arancini: è il sorpasso azzurro in appena due minuti!

Dopo 45’’ del secondo tempo, le oceaniche pareggiano con l’infallibile Webster che non lascia scampo a Gorlero dopo uno schieramento difensivo imperfetto. Le risponde il capitano Tania Di Mario, a bersaglio dal centro dopo un bel possesso palla italiano. Ma Di Mario mette la sua classe tutta in fondo alla rete australiana: il 5-3 della 36enne al settimo mondiale disputato arriva con una parabola velenosa, potente e precisa che il portiere aussie non prova nemmeno a respingere. È il gol del doppio vantaggio che costringe McFadden a cambiare l’estremo difensore. L'Italia rischia, ma le azzurre vanno al riposo lungo avanti con un break di due reti.

Zagame sbatte nuovamente contro un’encomiabile Giulia Gorlero che salva il risultato nel primo minuto del terzo tempo: l’Australia sciupa un’occasione clamorosa. Il portiere dell’Imperia capitola dopo il preciso tiro sempre di Zagame quando sono passati 3’09’’. Le azzurre subiscono l’inevitabile onda d’urto delle oceaniche con una difesa attentissima che non molla un centimetro anche in condizioni d’inferiorità numerica.  Alla prima distrazione, però, arriva il 5-5 di Ashley Southern che in controfuga fulmina Gorlero con un colpo di classe a rimbalzo. Il parziale è di 2-0 per le ragazze d’argento due anni fa, che ci mettono il fisico chiudendo gli spazi in attacco.

Gli ultimi 8’ si aprono con l’errore di Gorlero sul tiro – apparentemente controllabile – sul tiro di Glennie McGhie. Le aussie tornano avanti dopo quasi 20 minuti. Il 5-6 – e qualche decisione dubbia dell’arbitro spagnolo - non scoraggiano le azzurre. Ma ci vuole ancora il colpo del capitano Di Mario a battere – per la prima volta dal suo ingresso in vasca – il secondo portiere Kelsey Wakefield e 13’30’’ di digiuno. Il vantaggio dura un’azione perché la numero 3 Buckling punisce le azzurre in inferiorità numerica per il 7-6. Garibotti è sfortunata e il suo tiro sbatte contro la traversa. Il nuovo pari arriva grazie a Rosaria Aiello: la sua deviazione è soffice e vincente dopo l’assist di Giulia Queirolo. È battaglia totale, a cui l’Italia deve partecipare senza Federica Radicchi – out dopo il terzo e ultimo fallo grave – per gli ultimi2’ di gara. Frassinetti non approfitta di una palla comoda per il vantaggio e scadono gli ultimi 8'. Il quarto tempo si chiude sul 7-7: si va nuovamente ai rigori. Ma stavolta le azzurre sono infallibili e non arriva neanche un errore. Alle australiane "basta" una parata di Laura Teani su tiro di Buckling per lasciare spazio sul podio all’Italia.

Questa la sequenza dai 5 metri: Di Mario (gol), Southern (gol), Barzon (gol), Webster (gol), Bianconi (gol), Beadsworth (gol), Queirolo (gol), Buckling (parato da Teani), Garibotti (gol).

L'esultanza di Arianna Garibotti dopo il rigore decisivo per la conquista del bronzo mondiale. Photo Giorgio Perottino/Deepbluemedia/Insidefoto.


Il commento del c.t. azzurro Fabio Conti: “Forse qualcuno si è dimenticato che la pallanuoto è cambiata tantissimo negli ultimi 15 anni, si può uscire con facilità dalle prime otto al mondo, visti valori di molte altre squadre. Sono due anni che queste ragazze centrano delle finali importanti e questo è il risultato di quello che possono fare. Da quando sono a questo Mondiale, dopo la partita con gli Usa non ho mai temuto nulla. L’unico ostacolo era nel non credere nelle proprie potenzialità. Il bronzo, buon punto per la qualificazione verso le Olimpiadi”. Così Tania Di Mario: “Non avevo mai vinto la finale per il bronzo, sono la più vecchia, ma stasera la più felice. Noi abbiamo vinto una finale. Ed è da tanto che non succedeva”.

 

Photo Giorgio Perottino/Deepbluemedia/Insidefoto

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